Come ci sono finita a radio Deejay?

Nonostante faccia fumetti già da qualche anno mi incuriosisce sempre cos’è che scatena l’interesse dei vari media per un libro a fumetti.

Il libro, da solo, se non comunicato, non arriva a nessuno e questo l’ho appurato. Ho capito che è differente uscire con un’intervista su un blog che conta 10k follower e una grande testata nazionale. Quest’ultima può portarti meno risultati di quanto può fare una singola foto del libro, fatta bene con una bella luce, da una delle più influenti InstaBlogger o BookTuber che hanno solo 2 canali (Facebook e instagram) e non hanno bisogno di altro. Ancora ci sono persone che, alla luce di questo dato di fatto, si indignano e sembra una gara (tutta loro fatta in solitaria) alla delegittimazione culturale di chi veicola i libri e il piacere della lettura su internet. Insomma provo sempre una certa meraviglia a notare le reazioni e azioni di quando si parla di libri e proprio di reazioni voglio parlarvi. Mi ha fatto sorridere quella che hanno avuto alcuni il 12 Gennaio quando esce questo articolo sulla pagina fb de Ilpost .

Si scatena un putiferio di commenti (adesso cancellati dall’amministratore della pagina de Ilpost, sigh) tutti in reazione al primo commento di un lettore che chiedeva come fosse possibile mettere un immagine del genere su un sito, a detta del lettore, visitato anche da bambini e ragazzi.

L’immagine è questa:

Tratta dal mio libro “Non so chi sei” (Rizzoli Lizard, 2017)

e i commenti sono questi:

Sono stata piacevolmente colpita nel notare come tutti i commenti andavano contro il lettore “offeso” in qualche modo da questo disegno.

Tutti cercavano di farlo ragionare riguardo al fatto che fosse un disegno delicato e innocuo e forse, anche a detta di una mia amica social media manager, se ci fosse stata la scena di un pompino ci si sarebbe scandalizzati di meno

Bene, il post ha 227 like e 17 condivisioni e a quanto pare molte redazioni di radio seguono la pagina Facebook e leggono Ilpost così la mattina del 13 (avevo la presentazione a Milano quella sera) mi contatta una ragazza della redazione di Radio Deejay chiedendomi se fossi disponibile per un’intervista nel pomeriggio, dico OK. La redazione conviene che sia meglio parlare del mio libro in fasciaprotetta e dunque ho i miei 10 minuti di celebrità  nella trasmissione Gente della notte che va in onda solo verso mezzanotte quasi l’una. Così ho parlato, in maniera molto condensata nei 3 minuti disponibili, di Non So Chi Sei e della difficoltà di trattare questi argomenti ancora tabù senza essere pruriginosi e ammiccanti.

Insomma un’altra cosa l’abbiamo capita anche stavolta: uscire su un sito molto seguito (313k follower) e che ha una certa credibilità smuove le acque molto di più di due righe scritte senza voglia su un grande quotidiano nazionale cartaceo.

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