Fumettista, artista, altro

Non siamo (solo) quello che facciamo

Vecchi cliché

Qualsiasi professionista che faccia un lavoro inscrivibile nel campo dell’arte o dell’artigianato viene definito “artista”.

Generalmente questo essere mitologico chiamato artista non fa altro tutto il giorno che stare con la testa tra le nuvole, si concentra solo su se stesso, non si “abbassa” a guadagnare tanto perché fa una vita mesta tutta sacrificata alla sua passione: L’ARTE con cui, si sa, non riesce a mangiare. Perché per fare l’artista basta avere talento, è facile, non hai bisogno di essere particolarmente bravo/a e dunque perché pagare un lavoro che potrebbe fare chiunque? Non c’è niente di più assolutamente falso. Questo è, appunto, un vecchio cliché che nel 2021 vale la pena sfatare.

Essere creativi oggi

Oggi questi cliché, che si protraggono dai tempi degli artisti bohémien francesi dell’800, sono inutili.

Nel 2021 l’artista è imprenditore di se stesso. Il mercato è cambiato, c’è più concorrenza a basso costo e tutto è diventato merce di scambio, di promozione, e siamo tutti più cinici e disillusi. Proprio oggi la capacità di astrazione, il pensiero creativo e laterale sono le cose che fanno la differenza in un mare di monotonia. Una volta si diceva che scienze della comunicazione era una laurea inutile ma adesso può fare davvero la  differenza visto che siamo nell’era della comunicazione (segnata dall’incomunicabilità)

I maestri servono ma non bisogna servirli

L’artista generalmente ha un punto di riferimento, un mentore a cui ispirarsi ma da cui bisogna anche scappare e allontanarsi artisticamente e moralmente.

Allontanarsi e non essere servili nei suoi confronti è un atto d’amore che facciamo verso noi stess*. Io credo fortemente che non bisogna sentirsi inferiori a nessuno perché questo è il presupposto per farsi sfruttare. Non cercare un mentore a tutti i costi che ti “introduca” o che ti offra delle possibilità. Le possibilità ti verranno incontro ma se le forzi potrebbe essere controproducente. Ucciderei (metaforicamente) i propri idoli diventa necessario.

Non paragonarti agli altri

Dubitare di te stess* va bene, vuol dire che ti metti in discussione, ma prendi questa occasione per migliorarti e non per stare immobile.

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te ma piuttosto che deprimerti chiediti: “Che cos’ho di speciale che mi distingue dagli altri?” Per fare questo le portfolio review con altri professionisti sono molto importanti. Non chiedere “favori” in DM agli artisti che ammiri, questi sono servizi che alcuni offrono a pagamento. Proponi collaborazioni, sii propositiv*

Trova il tuo equilibrio

Esserci meno ma esserci meglio e trova il tuo equilibrio.

Non hai bisogno di presenziare per essere definito e accettato da una ristretta cerchia di persone. Non autodefinirti o lasciare che le definizioni di limitino. Quello che scegli di fare per mestiere certamente è il tuo strumento di comunicazione ma non lasciarti definire da quello che fai. Durante il percorso metterai spesso in discussione ciò che sei e che fai e riceverai delle critiche ma fa parte del gioco, non si può piacere a tutti quindi tanto vale fare ciò che ti fa stare bene.

Non trascurare la salute mentale

La tua salute mentale è importante. Non pensare che ad essere tormentato farai storie migliori e dunque fumetti più interessanti. Quelle sono pose.

Tendenzialmente il mito dell’artista bohémien è finito negli anni 80 e io, personalmente, non l’ho mai sofferto. Con il tempo e l’esperienza ho capito che bisogna fare solo ciò che ci fa stare bene. Se vedi che hai bisogno di aiuto e di parlare con qualcuno fallo. A volte non capiamo subito dei meccanismi della società e di conseguenza del lavoro che ci fanno stare male. Ci siamo passati tutti. Per questo chiedi aiuto se ne senti il bisogno. Anche il confronto con altri/e colleghi/e aiuta tantissimo.

Sei vulnerabile

Attenzione alla tua vulnerabilità, proteggila e non vergognartene.

Non vergognarti mai dei tuoi progressi, del tuo percorso e del tuo processo creativo. Non siamo tutti uguali. Se sai giustificare ogni tua scelta non ci sarà critica che  potrà scalfirti. Non vergognarti di quello che pensi sia giusto in quel momento. Non vergognarti di cambiare idea o di contraddirti. Siamo esseri umani e la capacità di cambiare idea è una bella dote che va coltivata e protetta. Ricorda che “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”

Sei privilegiato ma non sfigato

Riesci a mantenerti facendo un lavoro creativo? Allora sei un privilegiato.

Sei privilegiato perché fai un lavoro che ti piace e per quanto faticoso non sarà mai paragonabile ad altre tipologie di lavori, bisogna ammetterlo. Abbi però l’umiltà di approcciarti al tuo mestiere come farebbe chiunque altro. Non sentirti né superiore né un inetto. Pensati come un lavoratore che fa parte di un’industria inserita in un contesto storico, sociale e culturale. Rispetta e dai valore e attenzione al lavoro altrui. Tutti meritano rispetto, solo gli sfigati hanno bisogno di sentirsi superiori a qualcosa o a qualcuno.

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