Eliana Albertini e la profonda provincia veneta

Eliana Albertini è nata ad Adria (Rovigo) nel 1992. Ha frequentato il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove l’ho conosciuta, insieme alle altre ragazze del collettivo Blanca (fondato nel 2014 insieme a Irene Coletto, Noemi Vola e Martina Tonello). Nel 2015 riceve un riconoscimento alla Children’s Book Fair di Bologna, nel 2016 vince il premio Inkitchen al Treviso Comic Book Festival e il Premio Speciale Nuove Strade al Comicon 2019. Mentre il progetto Blanca va in stand-by Eliana resta molto attiva sui social e inizia a disegnare per vari editori tra cui BeccoGiallo con cui pubblica il suo primo graphic novel: Luigi Meneghello, disegna una Cartolina da Taglio di Po (Internazionale) New York e La nascita delle olimpiadi (Edizioni EL) e il reportage per il progetto Spomenik, la Jugoslavia che resta insieme al giornalista Stefano Fasano e all’autrice Veronica Tosetti. La sua ultima fatica è il libro uscito lo scorso ottobre, sempre per i tipi di BeccoGiallo, che si chiama Malibu ed è proprio di questo ultimo lavoro che vorrei parlarvi. Quando leggete il titolo Malibu scritto in un bel fucsia appariscente vostra memoria torna alle Barbie (o a Malibu Stacy) o la spiaggia californiana ma il paesaggio grigio sotto al titolo va in netto contrasto con i ricordi dell’infanzia e il sogno americano.

Anche se questo libro è inserito nella collana fiction RAMI, curata da Alice Milani, di fiction ha ben poco, a mio avviso. Le vicende dei personaggi sono ambientate nel Veneto meridionale attraversato dalla strada statale Romea attorno alla quale ruotano tutte le vicende. La Romea è un’arteria infinita e trafficata che da Mestre porta fino a Ravenna, ad una sola corsia per senso di marcia. Uno “stradone” dove spesso accadono incidenti mortali. Malibu scopriamo presto essere un locale notturno, uno dei tanti, che nascono nelle periferie di questi paesetti da nord a sud dell’Italia dentro ai quali si incontra, e scontra, una fauna al limite della marginalità e dell’emergenza sociale. Eliana racconta la varia umanità che è costretta a sopravviverci: pensionati che vanno a fare la spesa da Lando (un grosso supermercato del Veneto), ragazzi problematici che forse sono “diversi”, che vanno a puttane insieme al papà e poi sostengono il santo patrono durante la processione, adulti che forse ci sono diventati matti o che covano amori proibiti nei confronti delle nipotine per cui, letteralmente, impazziscono. La provincia raccontata da Eliana mi ha dato lo stesso spaesamento e senso di desolata solitudine della provincia americana di Harmony Korine. Come in Gummo, film del 1997, anche il fumetto di Eliana non ha una vera e propria trama ma mostra, in modo frammentato e non lineare, diverse situazioni e personaggi. Il profondo Veneto può essere molto più simile alle cittadine abbandonate dell’Ohio di quanto pensiamo. Ragazzi orfani di genitori morti di Slot machine. La provincia a volte ti fa impazzire ma se hai qualche strumento con cui svagarti, forse, puoi salvarti. Per Eliana il disegno e il fumetto sono stati questo. Strumenti di emancipazione dalla noia e dalla desolazione in cui sei immerso tuo malgrado. Una provincia che respinge e attrae allo stesso tempo. Attualmente Eliana è tornata a vivere il provincia di Rovigo.

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