La mia esperienza al corso triennale di fumetto e illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna

Molte persone, in questi ultimi anni, mi hanno chiesto quale scuola ho frequentato, quali corsi e che tipo di percorso ho fatto. Ho deciso di sintetizzare con questo articolo quella che è stata la mia esperienza. Che possa essere di aiuto o di ispirazione ad altri futuri fumettisti o lavoratori dell’immagine.

Ricordo benissimo quando, dopo una ricerca su internet con uno dei primissimi collegamenti adsl trovai su un motore di ricerca il corso di fumetto e illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dopo varie discussioni convinsi i miei che quello era il percorso che volevo e dovevo intraprendere dopo il Liceo Artistico. Infatti, appena diplomata, mi misi su un treno Intercity (che all’epoca impiegava quasi 8 ore perché l’alta velocità era ancora lontana) con lo zaino pieno dei miei book con i primi fumetti e disegni e mi trasferì a Bologna.

Il test di ingresso: la mia ammissione all’Accademia

A settembre sostenni il test di ingresso al corso e ricordo ancora la commissione composta da Enrico Fornaroli, Onofrio Catacchio e Otto Gabos. Fu proprio mentre aspettavamo i nostri rispettivi turni al test che feci la conoscenza di Rosario Vicidomini, Alice Socal e Anna DeFlorian, divenuti da subito miei carissimi amici e con cui sono tuttora in contatto. Ricordo me stessa appena 19 enne, irrequieta ed entusiasta, raccontare davanti alla commissione di cui sopra quello che era il mio background di letture con interessi che spaziavano dai manga ai primi graphic-novel. Parlai anche di Mondo Naif, la rivista che più di tutte mi ha influenzata e che si faceva proprio a Bologna.

Con mia grande soddisfazione passai il test e, nel mentre frequentavo le lezioni, usavo il mio tempo libero per lavorare come promoter di una scuola di lingue. Quell’autunno del 2005 andai per la prima volta a Lucca Comics&Games. Frequentai, inoltre, gli incontri di un festival che era ancora agli albori, BilBOlBul.

I corsi fondamentali del mio piano di studi

Non ricordo nel dettaglio tutti i piani di studio dei 3 anni in cui ho frequentato, ma ricordo in particolare alcuni corsi:

  • Grammatiche della fantasia, con Antonio Faeti.
    Ricordo ancora la lezione bellissima che il prof mi diede durante l’esame di fine anno. Portai delle illustrazioni sul libro “I ragazzi della via Pal”. Arrivati alla tavola in cui rappresentai i Fratelli Pásztor con delle salopette in jeans da lavoro, Faeti mi fece una grandissima lezione su quanto fossero importanti e significativi anche i vestiti dei personaggi che rappresentavo. Mi illuminò sul significato che aveva la salopette a quel tempo e di quanto avessi sbagliato a rappresentare i due bulli con quell’indumento. Con Faeti ho capito anche il significato dell’essere un autore consapevole.
  • Nelle lezioni di archetipi dell’immaginario con Emilio Varrà, invece, ho approfondito come il lavoro di artisti, fumettisti e illustratori si relaziona al cinema e ai diversi prodotti editoriali. Ricordo ancora una lezione su Raymond Carver ed Edward Hopper. Anche Valeria Parrella ho iniziato a leggere grazie a Emilio che un giorno a fine lezione me l’ha consigliata. Con il suo corso ho capito a mettere a confronto i diversi immaginari e a capirne le peculiarità.
  • Fumetto contemporaneo con Edo Chierigato.
    Grazie a Edo ho conosciuto le diverse forme di autoproduzione dai fumetti alla musica, universi e immaginari molto vicini a quello che era il mio mondo fatto di underground e controcultura. Gli anni Novanta si erano conclusi relativamente da poco e le innovazioni narrative di quel periodo furono oggetto di diverse lezioni. Ricordo di aver visto un documentario assurdo su Robert Crumb in un suo corso.
  • Storia del fumetto di Enrico Fornaroli.
    Ricordo che in parallelo faceva anche storia dell’editoria e ad oggi, maggio 2020, è il direttore dell’Accademia. Nel suo corso ho imparato ad amare i disegnatori dei supereroi americani che fino ad allora avevo completamente ignorato. Ignoravo la differenza tra la Golden age e Silver age e disegnatori del calibro di Milton Caniff, Jack Kirby, Will Eisner, Sergio Toppi, e tanti altri a cui mai sarei arrivata se non avessi frequentato il suo corso. La storia del fumetto è tanto recente quanto ricca e straordinariamente avventurosa. Lui mi scrisse la lettera di referenze per il mio Erasmus e non dimenticherò mai le belle parole che ha speso in entrambe le mie sessioni di laurea.
  • Illustrazione con Octavia Monaco
    Il linguaggio dell’Illustrazione non sapevo proprio cosa fosse prima di frequentare il suo corso. Devo dire che l’ho amato molto perché mi ha fatta riavvicinare alla tecnica dell’acrilico (che al liceo avevo odiato). Ho acquisito la conoscenza della simbologia dello spazio e ho imparato, rifacendo delle illustrazioni per il suo esame, che un buon risultato non arriva mai se non ci diamo prima delle possibilità, anche la possibilità di sbagliare.
Una pagina di un prototipo di libro illustrato ispirato alla storia di Vassilissa e le sue scarpette rosse
  • Anatomia artistica con Carlo Mauro.
    Questo prof è una leggenda in Accademia, nel bene e nel male. Per me è sempre stata una figura misteriosa ma molto divertente. Promotore della rassegna FANTASMAGORIA che si teneva in un cinema di Bologna e dove venivano proiettati film introvabili e animazioni rarissime. Ricordo ancora con gioia le sue lezioni di disegno dal vero con i modelli viventi.
  • Fumetto con Onofrio Catacchio
    Eravamo divisi per cognome e ogni classe aveva un professore diverso sia di fumetto sia di illustrazione. A me è capitato Onofrio e sono potevo chiedere un prof migliore. Nel suo corso l’attività era intensa e le esercitazioni innumerevoli. Ragionavamo sul segno, sui volumi, sugli spazi. Anche se Onofrio faceva un fumetto molto lontano dalla tipologia a cui ero affezionata, le sue lezioni mi sono servite tantissimo e ho trovato il modo di applicarle alla tipologia di storie che volevo disegnare.
  • Sceneggiatura con Matteo Casali
    Un buon fumetto ha una componente di scrittura imprescindibile dal disegno, ed è per questo che al terzo anno abbiamo avuto il corso di sceneggiatura. Sono molto contenta di aver studiato sceneggiatura con Matteo (anche lui faceva un certo tipo di fumetti apparentemente lontani da quello che volevo fare io) che mi ha fornito tutti gli strumenti che ancora adesso uso per le mie sceneggiature.

Ricordo con tenerezza anche i corsi di tecniche pittoriche con la prof Babini, Storia dell’arte con Davoli. Incisione con la prof. Annamaria Stanghellini e la dolcissima Manuela Candini, storia del cinema con Sandro Sproccati e fotografia con Maurizio Berlincioni (che mi permise di utilizzare la camera oscura che utilizzavano in pochissimi studenti!)

La tesi del terzo anno + anno bonus

Finiti i corsi del terzo anno, tra il 2008 e il 2009, dovevo solo mettermi a disegnare e scrivere la tesi. Il progetto che avevo in mente consisteva in una tesi pratica: Una storia a fumetti autoconclusiva di 50 pagine + una tesi teorica sul fumetto di realtà. In quegli anni fece la sua comparsa Facebook e il social contribuì alla mia procrastinazione. In quei mesi seguì anche un workshop di fotografia analogica con Luca Anzani a Napoli che mi insegnò a scattare in pellicola, sviluppare i rullini e stampare le foto in camera oscura. Questo workshop mi è tornato molto utile per dare l’ultimo esame all’Accademia in fotografia e anche per fotografare i luoghi che ho poi disegnato nella tesi pratica.

Solo a distanza di anni ho capito che nel profondo desideravo che quel periodo da studentessa non finisse. Sentivo un’incertezza nel futuro assurda e i corsi e le esperienze che avevo vissuto e che continuavo a vivere erano balsamo per la mia anima irrequieta. All’inizio pensavo di voler (o dover) tornare a Napoli e allo stesso tempo mi rispondevo che era inutile. In più avevo molte difficoltà nella scrittura della tesi teorica e il libro di Umberto Eco “Come scrivere una tesi di laurea” non mi aiutò a trovare le parole giuste e una sintassi migliore ma solo a scrivere una bibliografia decente. Nel frattempo si susseguirono un sacco di scelte difficili, nuovi coinquilini e periodi di solitudine profonda, compagnie sbagliate e amici che dopo la laurea tornavano nelle loro città natie. Insomma un periodo non proprio semplice, come per tutti i 20enni del mondo.

Primo anno del biennio specialistico in Linguaggi del fumetto

Passata l’estate del 2009 tornai a Bologna con le idee un po’ più chiare. Mi sarei iscritta con riserva anche al biennio specialistico in Linguaggi del Fumetto e avrei dato la tesi del triennio nella sessione straordinaria. I corsi che ho frequentato in questo primo anno e che ricordo con piacere sono stati:

  • Fenomenologia dell’immagine con Daniele Barbieri
  • Scrittura Creativa con Emidio Clementi
  • Fumetto con Gianluca Costantini e Andrea Bruno

Di quest’anno ricordo bene la collaborazione con gli studenti dello IUAV che, per un loro esame, ci aiutarono a creare delle istallazioni partendo da alcune tavole dei nostri fumetti. Fui selezionata insieme ad altri studenti del mio corso e ne approfittai per creare un piccolo scorpione in argilla e un leone di cartapesta e argilla, visto che mi era sempre piaciuta anche la scultura ma non avevo ancora avuto occasione di esercitarla da quando avevo concluso il Liceo Artistico. Questo leone/stiloforo è ora un’istallazione permanente nel b&B e galleria d’arte la Casetta dell’Artista di Giulia Sollai in centro a Bologna.

Istallazione in collaborazione con IUAV di Venezia

Secondo anno del biennio in Erasmus a Parigi

Durante il primo anno decisi di richiedere la borsa di studio Erasmus che, con mia profonda sorpresa, ottenni. Avevo realizzato un portfolio molto rudimentale ma evidentemente efficace. Frequentai i corsi della prestigiosa grande école EnsAD di Parigi. Furono mesi molto impegnativi e davvero istruttivi. Approfondì la fotografia analogica e la stampa in camera oscura, l’incisione e l’illustrazione, la serigrafia e tanto altro. C’erano dei laboratori magnifici e sempre a disposizione degli studenti perché la scuola era aperta anche fino a tardi e si potevano prendere in prestito apparecchiature di vario tipo, macchine fotografiche, rullini! Devo la maggior parte del mio attuale metodo pedagogico/didattico proprio a quella scuola e alle cose imparate durante le revisioni finali di gruppo.

Ritorno e scrittura della tesi specialistica

Tornata nell’estate del 2011 a Bologna sono riuscita miracolosamente a farmi convalidare tutti gli esami sostenuti in Francia e, dopo un breve Tirocinio curricolare nella galleria Fragilecontinuo (poi Elastico), avevo soltanto una nuova tesi da preparare. Questa volta quella teorica fu più semplice da redigere. Consisteva in un libro contenente il materiale visivo utile per realizzare il fumetto e il racconto di tutti gli studi preparatori e di realizzazione dello stesso. In quegli anni fu per me fondamentale la conoscenza con Veronica Bassini (stampatrice e attualmente tipografa e fondatrice di Anonima Impressori) e Monica Nieddu che aveva la rilegatoria artigianale “Il Cartiglio”. La mia tesi della specialistica consisteva in 30 tavole a fumetti disegnate su lastre di zinco trattate in acqua forte. Stampate e rilegate a mano. Decisi che se volevo realizzare un progetto grandioso a cui nessuno aveva ancora mai pensato, almeno nel mio corso, quello era il momento giusto per farlo. Ne approfittai anche per autoprodurmi delle cartoline che vendevo ai festival di fumetto indipendenti come il Crack! di Roma con il mio gruppo di autoproduzioni (uno dei primi in Italia) Ernestvirgola.

Alcuni studenti che ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni mi hanno riferito di aver visto e attinto alla mia tesi della specialistica che è ancora conservata gelosamente negli archivi del dipartimento di fumetto in Accademia. Sono molto orgogliosa e felice che il mio lavoro sia ancora di ispirazione e utile ad altri studenti.

La tesi l’ho data effettivamente nel 2012 ma la sessione era straordinaria e si riferiva all’anno che avevo passato a Parigi. Dopo essermi laureata ho svolto un tirocinio post-laurea presso la redazione di Flash-Fumetto e lì mi si sono spalancate le porte nel mondo del lavoro nell’ambito dell’editoria a fumetti. Insomma è stato bello ripercorrere con voi, così brevemente, un percorso durato in totale 7 anni e che reputo parte fondativa del mio lavoro e del mio immaginario.

A chi consiglio questo tipo di percorso di studi?

  • Lo consiglio a chi esce da un liceo qualsiasi e vuole intraprendere un percorso artistico a 360°
  • A chi vuole approfittare di scambi all’estero come l’ERASMUS, Overseas e tirocini
  • A chi vuole avere un diploma accademico equipollente ad un diploma di laurea certificato AFAM
  • A chi ha una vocazione per l’insegnamento e vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola pubblica e fare tutti i concorsi per TFA e abilitanti all’insegnamento (dalla 3° fascia in poi)
  • A chi vorrebbe frequentare un istituto professionalizzante, valido e non troppo costoso

Qualunque corso e percorso tu decida di intraprendere tieni sempre presente che, anche se non capisci immediatamente come puoi applicare gli insegnamenti che i professori ti danno, tutto ti serve e se ti stanno insegnando quella cosa è perché c’é un collegamento, anche se non lo cogli immediatamente, con quello che farai in futuro. Bisogna sempre avere fiducia negli insegnanti che ti capitano.

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