Come ho aperto la P.iva?

Perché vuoi aprire P.iva

Una delle prime domande da porsi è: Io cosa voglio fare?

La prima cosa che dovresti chiederti quando pensi di voler aprire la P.iva è “perché la voglio aprire?”. Dovresti pensare bene alla motivazione principale che ti sprona a un passo del genere e riuscire a perseguirla costi quel che costi. Quando avevo appena finito di studiare non mi sentivo ancora pronta e abbastanza sicura di me stessa per poterla aprire, ma mi sbagliavo. Mi sono resa conto, infatti, che se l’avessi aperta prima mi sarei percepita fin da subito come una professionista e quindi avrei potuto pormi in maniera differente con chi mi pagava poco e non sentirmi troppo in colpa nel rifiutare lavori che invece non erano pagati proprio. Fatti spiegare ancora due cose prima di dirti come ho aperto la mia P.iva.

Professionisti e hobbisti

La differenza tra chi fa qualcosa per hobby e chi la fa per professione sta nel modo in cui si pone all’esterno e verso gli altri professionisti.

Avere la P.iva e in generale una posizione fiscale così stigmatizzata e ostracizzata e senza tantissime tutele non è per nulla semplice. Devi poter mettere la tua creatività non solo nel tuo lavoro operativo e in quello che fai ma in tutto ciò che riguarda la gestione pratica e finanziaria. Nulla può essere MAI lasciato al caso. Perché il lavoro creativo e autonomo è bellissimo, certo, ma comprende una buona dove di autodisciplina e rigore che nessuno ti insegna e che nessuno ha già sviluppata fin dalla nascita. Semplicemente si esercita e si allena. Io ho impiegato molti anni a capire come fare quel passo in più e pur senza reti di sicurezza ho scelto di farlo. Mi sono buttata e, consapevole del cambio di prospettiva e “percezione” non solo mia ma che gli altri avevano su di me, ce l’ho fatta. Sono riuscita a pagare queste temutissime “tasse del primo anno della p.iva” che si sono rivelate molto più basse di quanto mi aspettassi. Bisogna anche essere fiduciosi nel fatto che, se si fa un buon lavoro, ci si propone bene e ci si comporta bene, anche se rinunci garbatamente a un lavoro pagato poco te ne arriverà uno nuovo pagato meglio. Insomma bisogna porsi come dei professionisti e non come degli hobbisti. Questa è la differenza sostanziale per poter guadagnare e vivere di lavoro creativo. Studiare, informarsi, capire come essere una professionista (o un professionista) non spararsi solo delle pose perché, alla lunga, i nodi verranno al pettine.

Gestire le fatture

Si ma le fatture come le faccio? Devo scrivere i dati del cliente ogni volta?

Bene allora si apre! Affidarti ad un unico commercialista non ti sembra la scelta migliore, ne hai conosciuti tanti ma sei traumatizzato dalle esperienze negative dei tuoi amici? Ora ti spiego come mi sono sentita io di aprire la P.iva, mettiti comodo. Quello che ho fatto, stufa delle esperienze negative altrui, è stato affidarmi non a uno solo ma a un vero team di commercialisti riuniti nel servizio di FISCOZEN. Sono arrivata a questo sito per caso, digitando su google “p.iva senza stress” o “p.iva semplice” e cose così, e sono molto contenta di questa scelta! Mi ha convinta, oltre che per la semplicità, l’interfaccia grafica super minimale e pulita. Fare le fatture non è mai stato così semplice.

Ma con Fiscozen non fai solo le normali fatture. Puoi emettere delle note di cessione del diritto d’autore (che per i fumettisti e illustratori sono molto importanti!) e note di prestazione occasionale così avrai tutto in ordine, senza impazzire, in un unico gestionale e a fine anno fare la dichiarazione sarà molto semplice!

Insomma se ti ho convintə e vuoi provare FISCOZEN puoi richiedere una consulenza gratuita di un esperto oppure puoi iscriverti direttamente da qui e iniziare a gestire la tua P.iva senza stress!

Inizia a fatturare con zero paranoie e concentrarti solo sul tuo lavoro.

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