Come fare fumetti più inclusivi

Da un po’ di tempo alcune persone mi chiedono come fare fumetti più inclusivi. Ovviamente a questa domanda non c’è una risposta risolutiva, o una ricetta magica (penso non ci siano ricette magiche mai ma è sempre un insieme di fattori, circostanze e sensibilità). Comunque ho provato a raggruppare in qualche punto come si potrebbe fare a rendere le proprie narrazioni più interessanti. Ci sono voluti dei mesi per arrivare a questa sintesi ma finalmente ce l’ho fatta! Ovviamente è una microguida che non è per niente esaustiva quanto piuttosto “suggestiva”. Ci sono link su cui potete divertirvi a surfare ed esplorare per trovare un vostro modo per riuscire finalmente a scrivere e disegnare fumetti più inclusivi (o quantomeno consapevoli). Buona lettura.

Ripensare l’inclusività

L’inclusività nel 2021 non è un obbligo e nemmeno un dovere: bisognerebbe darla per scontata. Il mondo è cambiato e risulta ridicolo quando, nei fumetti e in altre narrazioni, ci si ostina a rappresentare personaggi nella loro stereotipizzazione, fisica e/o morale, e ad escluderne tantə altrə che fanno parte del quotidiano di ognuno di noi come: persone con disabilità, corpi non conformi, orientamenti sessuali diversi, identità di genere divergenti e tanto altro. Più che la parola inclusività ultimamente sposo il termine di Acanfora: la convivenza delle differenze idea che suggerisce una parità tra le parti e cerco di utilizzare lo schwa proposto da Vera Gheno. Perché a me tutto ciò che è sperimentale piace!

Il politicamente corretto non esiste

L’ha detto anche Zerocalcare nel suo ultimo fumetto su Internazionale. L’ inserimento in una storia di un personaggio di etnia o di orientamento  sessuale differente non te lo impone il “politicamente corretto” ma è la società in cui vivi e in cui sei immerso ad essere eterogenea. Ognuno di noi è libero di raccontare le storie che vuole, basta comprendere da che presupposto si parte. Anche per realizzare storie più inclusive basterebbe guardarsi intorno e chiedersi: come posso rappresentare al meglio il mondo in cui vivo senza offendere chi lo abita?

Le storie prima di tutto

Non dimentichiamoci che dipende tutto dalla storia che si racconta e da come i personaggi vivono e interagiscono tra loro. Tendenzialmente un personaggio messo a caso solo per far contenta una certa categoria, o per ammiccare in maniera poco sincera, si nota subito. Ogni personaggio dovrebbe avere un senso e se si inserisce in una storia, se si vuole valorizzare, non deve avere un ruolo marginale ma quanto meno da co-protagonista. Basta ricordarsi che quanto più un personaggio oscilla tra il bene e il male più diventa interessante. Non esiste un personaggio buono o cattivo in assoluto

Corpi non conformi

Di corpi non conformi ce ne sono tanti ma spesso quelli meno rappresentati di tutti sono i corpi con disabilità. Infatti in alcune narrazioni viene  dato per scontato il punto di vista delle persone abiliste. Per di più chi ha un corpo diverso soffre lo stigma del non essere percepito come corpo sessuato. A questo proposito consiglio di seguire: Marina Cuollo (Sul suo blog trovate La Top 5 dei cliché sulla disabilità in film e serie tvSofia Righette l’attrice Chiara Bersani

Sospendere il giudizio

Quando realizziamo un’opera bisogna sempre tener conto del patto di “Sospensione dell’incredulità” o sospensione del dubbio, che consiste nella volontà, da parte del lettore o dello spettatore di sospendere il giudizio su quello che legge e prendere per verosimile ciò che gli viene narrato allo scopo di godere di un’opera di fantasia. Con queste premesse, nulla ci vieta di fantasticare e creare opere in cui lasciamo andare la fantasia creando universi in cui esiste una Ms Marvel come Kamala Khan. (Volume pubblicato da Panini). Magari, così facendo, nutriamo la fantasia di qualcunə a cui non pensavamo  ma che legge tantissimi fumetti e magari vuole farne. Per esempio anche nei laboratori di Io sono Mare emerge spesso il fatto che la piccola protagonista ha 4 dita. Io spiego ai bimbi e alle bimbe che è normale che Mare, nel mondo di fantasia che ho creato, abbia 4 dita invece di 5.

Farsi domande

A farsi delle domande non si sbaglia mai. Di norma. A cercare quali altri fumetti, film o serie tv possono aiutarci a cambiare la prospettiva con cui abbiamo  sempre visto tutte le cose, trascurandone altre, si fa sempre in tempo. Stai curiosə. Stai con la mente aperta. Stai serenə e non giudicare troppo i comportamenti / corpi / etnie / origini / gusti sessuali / gusti estetici / gusti di ogni tipo, altrui. Magari cerca di informarti e studiare le cose che non conosci prima di scrivere / disegnare / girare. Sarà faticoso? Si certo, ma questo è il bello del creare storie, no?

esempio:

Daniel Cuello - come fare fumetti inclusivi

In questa vignetta di Daniel Cuello è rappresentata contemporaneamente la bisessualità, omosessualità, poliamore, disabilità, in una situazione quotidiana e rilassata in cui non ci sono giudizi o negazioni del desiderio

Mi fate molto felice se, nei commenti qui sotto, mi dite se avete trovato utile questa mia microguida!

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