Come e quando è nato il fumetto


Ciao mie giovani lettrici e giovani lettori. Chi vi scrive in questo spazio è una fumettista napoletana che si sente una cittadina del mondo. Da qui cercherò di parlarvi del fumetto dal punto di vista di chi si sporca le mani disegnando e scrivendo tutti i giorni. Il fumetto oggi è sicuramente tante cose e lo si può trovare praticamente ovunque, in varie forme, su diversi canali e anche nominato a sproposito. La sua pervasività è accertata a più livelli eppure resta un medium misterioso e che crea ancora una certa diffidenza tra gli adulti. Parlarne oggi su un giornale rimanda proprio alle sue origini (anche se a livello semiotico possono essere già paragonati al fumetto molte opere della storia dell’arte a partire dal 113 d. C come la Colonna traiana passando per il Pagamento del tributo di Masaccio del 1425). Il fumetto è nato ufficialmente sul New York Journal nel 1895 dove appare per la prima volta Yellow Kid di Richard F. Outcault. Poi il disegnatore Winsor McCay crea una serie di tavole pubblicate sulle pagine del supplemento domenicale del New York Herald nel 1905 dove compare il famosissimo Little Nemo. Da qui in poi è una sequela di personaggi, storie, nuove modalità e tecniche, sia narrative che visive (come Gasoline Alley di Frank King) che ha cambiato letteralmente la concezione della narrazione per immagini. Proprio all’origine del medium, nel 2015, l’etichetta di autoproduzioni Delebile ha dedicato un’antologia intitolata SUNDAY in cui sono proposte 30 tavole, una per ogni autore, che rimandano alle tavole dei supplementi domenicali di inizio secolo. Le strisce più famose statunitensi e anglosassoni vennero pubblicate su testate italiane come “Il corriere dei piccoli” e “Il giornalino” e accanto alle storie importate fiorì una notevole produzione italiana di storie con una filastrocca come didascalia come Bilbolbul di Attilio Mussino (proprio BilBOlbul si chiama un festival dedicato alla °9 arte che si tiene a Bologna da 13 anni e la prossima edizione sarà dal 28 novembre al 1 dicembre). Poi ci furono le due guerre mondiali di mezzo e la storia del fumetto diviene più incasinata e controversa proprio come le storie che le persone furono costrette a vivere. Qui ho davvero poco spazio per raccontarvela tutta ma mi piacerebbe dirvi da dove sono partita io.

Le mie riviste di fumetto preferite

La generazione dei nati tra gli anni ‘80 e i ‘90 è stata la prima a recepire in pieno i MANGA ( leggevo indistintamente shōjo, shōnen e seinen) e restare affascinata dagli anime e i cartoni animati giapponesi che andavano in onda sulle reti televisive private. All’epoca non c’era ancora Netflix con il suo nutrito catalogo! Le prime riviste che ho letto importavano e traducevano fumetti dal Giappone. Mondo Naif e Kappa Magazine prendevano il testimone dalle riviste che fin dagli anni ‘60 hanno arricchito il panorama italiano: Linus, Orient Express, Comic Art, Il Male, Frigidaire, Alter Alter, sono soltanto alcune tra le testate più famose con cui sono cresciuti i miei nonni, i miei e, forse, anche i vostri genitori. Il fumetto è sempre stato visto esterno alla cultura e un qualcosa solo per bambini. Attraverso le sue pagine c’è stata la propaganda ma anche l’esaltazione del mito americano e di ideali come la libertà e la giustizia. Con la fondazione della rivista Linus (che è anche l’unica a sopravvivere ancor oggi nelle edicole) si aprì un nuovo capitolo per la storia del fumetto e Umberto Eco ne fu, sin dal primo numero, uno dei maggiori responsabili (è stato tra i traduttori italiani della striscia Peanuts di Schulz) ed è anche grazie a lui che il fumetto è riuscito ad evolversi e a mutare nella percezione comune da forma “popolare” a forma di diletto anche per i lettori di fascia culturalmente “alta”. In questo momento il fumetto sembra esistere nell’immaginario collettivo soltanto nel suo formato “graphic novel” (ovvero romanzo grafico termine coniato per la prima volta per un fumetto A Contract with God di Will Eisner nel 1978) e con questa smania si appellano anche prodotti che con l’arte sequenziale nulla hanno a che fare. 

Cercherò su queste pagine di offrire degli spunti, o dei confronti, tra i fumetti di ieri e quelli di oggi avendo un piede nell’attualità ma con lo sguardo bel consapevole al passato. Per approfondire vi consiglio di cercare dei libri (ma si trovano anche dei bei video su youtube) di Umberto Eco, Daniele Barbieri, o anche di spulciarvi dei siti come www.fumettologica.it. Ad ogni modo avremo modo di parlarne assieme.

Articolo apparso su “Il Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni” Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia ANNO 19 – N. 200

http://www.youtube.com/user/recidif

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