Il fumetto di realtà e graphic-journalism


I generi del fumetto sono tanti: avventura, fantascienza, western, horror, erotico, e l’ormai tanto sdoganata quotidianità. Uno in particolare, in questi ultimi anni, si è affacciato sul mercato editoriale e ha visto l’emergere di voci sempre più interessanti e nuove. Sto parlando del “fumetto di realtà” dentro al quale si possono trovare storie di graphic-journalism, biografie, e storie con tematiche d’attualità. Proprio a questo genere di fumetti è stato dedicato il festival internazionale di fumetto di realtà KOMIKAZEN, organizzato a Ravenna, dal 2005 al 2016, da Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini (quest’ultimo disegnatore dell’interessante Fedele alla linea. Il mondo raccontato dal graphic journalism edizioni Becco Giallo). Questo festival ha avuto il merito di portare in Italia per la prima volta disegnatori come: Phoebe Gloeckner, Joe Sacco, Marjane Satrapi, Peter Kuper, Aleksandar Zograf, Pablo Alaudell,Michel Onfray e Lena Merhej. Oltre a mostre e spettacoli sparsi in tutta la città, il festival aveva anche un concorso che premiava storie originali di giovani artisti con in palio la pubblicazione di un libro. Infatti è proprio grazie a questo concorso che sono emersi artisti come Marino Neri (l’incanto del parcheggio multipiano Oblomov edizioni) e Pietro Scarnera (Diario di un addio, Una stella tranquilla: Ritratto sentimentale di Primo Levi pubblicati da Comma22 che gli è valso il Fauve d’or al festival di fumetto di Angoulême nel 2016). L’attenzione al graphic-journalism nel 2005 ha fatto sì che nascesse la casa editrice Becco Giallo. Il loro merito è stato di avere fiuto e intuizione nel pubblicare storie a fumetti su fatti di cronaca nera italiana. Miliari nella casa editrice i titoli: ustica, La strage di Bologna, quasi quasi mi sbattezzo e anche biografie come: è primavera intervista a Toni Negri, Enrico Mattei, Alda Merini, Enrico Berlinguer, Tiziano Terzani, Marco Polo. Becco Giallo è stata la prima casa editrice italiana ad avere un catalogo così fortemente caratterizzato e, ad oggi, ha ampliato la sua offerta pubblicando anche opere di fiction, saggistica, webcomics e altro. Questi libri hanno il merito di essere approfondimenti di cronaca, e dei fatti storici del passato, che ci permettono, ci auguriamo, una migliore decodificazione del presente. In quegli anni iniziava a pubblicare le sue prime storie online un autore che è diventato ormai di dominio pubblico nazionale: Zerocalcare. Sotto l’influsso positivo le raccomandazioni di Makkox (Disegnatore di Propaganda Live in onda su La7) pubblicò nel 2011 il suo primo libro La profezia dell’armadillo prima con Edizioni Graficart e successivamente con BAO publishing  divenendone l’autore di punta.

Zerocalcare ti racconta i suoi accolli, le sue sfighe e delle vicende generazionali autobiografiche non facendo prettamente fumetto di realtà ma racconto intimista della sua vita, un po’ come Manu Larcenet nel suo fumetto Lo scontro quotidiano (Coconino press). Molto più degni di nota, invece, sono i suoi reportage come il recente Macelli (una raccolta di testimonianze di chi è andato a combattere con i curdi nelle Ypg e Ypj, contro l’Isis in Siria e al fianco di Lorenzo Orsetti, combattente morto il 18 marzo 2019) sul numero 1316 di Internazionale e il suo libro Kobane Calling che ha portato l’autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico. Questo autore è nel reportage e nel raccogliere testimonianze di altri che esprime tutte le sue doti narrative mentre in storie, a cavallo tra fiction e autofiction, scade molto in un diario intimo ricco di nostalgica retromania che, dopo tanti anni, ha un po’ stancato il lettore non riuscendo a far emancipare ne il personaggio ne l’autore che lo racconta. Per concludere vi consiglio alcuni libri molto importanti che prescindono dalla categorizzazione di “graphic-journalism” (o giornalismo grafico) ma che sono fondamentalmente storie dal forte potenziale narrativo e storiografico. Testimoni oculari, racconti riportati, tutto contribuisce nella creazione di UN senso. Ogni storia, anche se non è prettamente un reportage o un pezzo giornalistico, può avere un valore di testimonianza l’importante è che sia scritta e disegnata bene. Nella vostra libreria dunque non possono mancare: Maus (Art Spiegelman) Gorazde.Area protetta (Joe Sacco) Pyongyang (Guy Delisle) ll fotografo (Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre, Frédéric Lemercier) Storie in giro per lo spaziotempo (Aleksandar Zograf)  Persepolis (Marjane Satrapi) Quaderni russi, quaderni ucraini e quaderni giapponesi (Igort) Gen di Hiroshima (Keiji Nakazawa) Viva la vida (Edmond Baudoin e Troubs). In Italia, dal 2015, esiste il portale (e la recente app) dedicato al giornalismo disegnato: www.graphic-news.com, creato dalla Cooperativa Pequod, nato guardando esempi di esperienze nate negli USA The Nib e in Francia con La Revue Dessinée.

Apparso su “Il Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni” Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia ANNO 19 – N. 221 del 12 agosto 2019

Share